Galli a Chini : "...non ci faremo scippare il referendum da nessuno..."
"Siamo disponibili a collaborare
con il Comune per l'organizzazione e la gestione del referendum
sull'inceneritore nella Piana ma il referendum è e
resta, un'iniziativa del Comitato referendario che non ci faremo
scippare da nessuno". Il presidente del Comitato per il referendum
contro l'inceneritore nella Piana Franco Galli risponde in termini
netti al pro-sindaco di Campi Bisenzio Adriano Chini che nei giorni
scorsi aveva manifestato la volontà di promuovere, con il
comitato, la consultazione referendaria: "Noi andremo comunque avanti
con le date del 10 e 11 novembre che abbiamo previsto per il referendum
autogestito - continua Galli. Ricordo a Chini che il comitato, da
sempre, si è mosso per poter ottenere un referendum
istituzionale e che se siamo arrivati a prospettare una consultazione
autogestita perchè le istituzioni ci hanno negato la
possibilità di arrivare a un referendum ufficiale". Galli
spiega anche di avere deciso di rispondere attraverso i mezzi di
informazione a Chini perchè mai "in questi giorni il
pro-sindaco si è fatto vivo con una telefonata o una
richiesta di colloquio con il presidente del comitato o con altri
rappresentanti dell'associazione. Dato che il suo invito è
arrivato sui giornali rispondiamo sui giornali". Se, a detta di Galli
"con l'aiuto dell'amministrazione comunale sarà possibile
avere un maggior numero di votanti, anche quelli favorevoli
all'impianto, questo sarà un risultato positivo per il
comitato. Non abbiamo assolutamente paura del confronto e l'obiettivo
che da sempre ci siamo posti è quello di far
esprimere i cittadini su questo tema. Se la maggioranza delle persone
che si esprimeranno nel referendum sarà favorevole
all'inceneritore ne prenderemo atto, come deve avvenire in democrazia:
ci chiediamo se anche Chini farà lo stesso se la maggioranza
dei cittadini di Campi dovesse essere per il no. Fra l'altro ricordiamo
che l'attuale pro-sindaco è stato fra i maggiori promotori,
se non il maggiore, dell'inceneritore nella Piana al momento del lancio
della prima ipotesi per il sito di Osmannoro 2000. Per quanto riguarda
la dichiarazione di Chini che già nel 2001 avrebbe voluto
promuovere un referendum sul termovalorizzatore prospettato nell'area
della Piana Galli commenta che "se la cosa è vera avrebbe
accumulato sei anni di colpevole ritardo visto che nel 2001 era
pienamente nella carica di primo cittadino di Campi. Chini dice anche
che non ci sono stati confronti pubblici fra le varie posizioni
sull'impianto ma la colpa va ascritta alle istituzioni che da sempre
hanno voluto evitare la discussione pubblica con i cittadini
sull'argomento. Per noi comunque l'uscita di Chini rappresenta un
successo, anzi solo uno dei futuri successi del comitato". Galli
ricorda infine come recenti avvenimenti quali la chiusura
dell'inceneritore di Montale e gli avvisi di garanzia agli
amministratori della Piana per il superamento dei limiti di
inquinamento rappresentino ulteriori segnali della
pericolosità in un contesto già altamente
inquinato, di un impianto per l'incenerimento dei rifiuti. "Quello che
ci preoccupa ulteriormente poi - conclude Galli - è che la
stessa società che si deve occupare di raccolta
differenziata e porta a porta poi abbia nel proprio piano industriale
la realizzazione e gestione dell'impianto di Case
Passerini".(Comunicato del 23 Luglio 2007)
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